09 novembre 2009

Nuovo esercizietto di traduzione

La frase è:

The main thing is to keep the main thing the main thing.

(da Des Traynor tramite Wilg)

Mia proposta di traduzione:

Quel che più conta è che conti davvero quel che più conta.

La tua?

Sid: La cosa più importante è che la cosa più importante rimanga la cosa più importante.

Elena (quella di Londra): L'importante è dare importanza a ciò che è importante.
L'importante è dare importanza a ciò che importa.

Raffa: L'importante è che l'importante importi davvero.
Quel che conta è far contare quel che conta.

Chiaratiz: Quello che conta è tenere in conto quel che più conta.

Splendidi quarantenni: Ciò che conta è che le cose importanti rimangano tali.

Laura: La cosa più importante è (far sì) che ciò che conta conti davvero.

Vix: La cosa più importante deve rimanere sempre la più importante, questo è l'importante.

Scogliera: L'aspetto centrale è mantenere il centro al centro.
L'aspetto centrale è che il centro resti al centro.
La questione centrale è che il centro resti al centro.

Reloj: L'importante è che la cosa più importante resti la più importante.

Alliandre (la Ippe): Quel che più conta è far contar davvero quel che conta.
La cosa principale è che quel che conta resti al centro dell'attenzione.

Caporale: La cosa più importante è che la cosa più importante resti (più) importante.

E.l.e.n.a.: La cosa davvero importante è riuscire a far sì che ciò a cui noi teniamo rimanga sempre la cosa più importante.

...

03 novembre 2009

Q.I.

Era così stupido che invece del quoziente aveva un resto.

31 ottobre 2009

Chì ch'inscì l'è semper festa

C'era una volta una ragazza che doveva andare a una festa, ma aveva perso la corriera e non sapeva come fare per raggiungere il paese, punto d'incontro con il resto della compagnia. Veicoli circolanti zero, taxi nemmeno a parlarne, solo nebbiolina tardopomeridiana lungo la carreggiata. S'incamminò scuotendo la testa e le bastò affrettare il passo per sentir cedere il tacco, cui era ben poco avvezza. Il dolore alla caviglia le trasfigurò l'immagine di quella giornata tanto attesa e ora, invece, storta.
Con voce posata ed evitando di corrugare il viso, cominciò a tirare giù una serie di imprecazioni degna di rivaleggiare con la litania di tutti i santi. Per lei era quella udita dal padre, uomo sanguigno e dotato di scarso autocontrollo, ma di notevole verve. Una volta, per assicurarsi di bestemmiarli tutti senza eccezioni, aveva staccato il calendario dal muro e, inforcati gli occhiali, si era prodotto in un capolavoro di fantasia che toccava relazioni e genealogie dell'intero apparato ultraterreno.
Ora sentiva solo lo sfogo della propria voce, privata di ogni eco dall'ovatta dell'aria umida. Il disappunto garbato e lo scoramento contenuto si surriscaldarono in veemente collera, le gote cominciarono a dipingere la misura del suo caricarsi, quindi l'impeto prese le redini fino all'oblio del motivo iniziale dell'incazzatura. Fu allora che contro l'orizzonte traslucido, dal lato dei campi, dove rialzava lo sguardo scarmigliato, si colorarono quattro sagome inquietanti. Lei le fissò senza temere di non sapere. Respirò. Senza capire il perché, si distese di una curiosità tranquilla. Ne attese l'avvicinarsi. Poi ascoltò. Era un invito, l'invitavano a una festa, volevano lei e con sorrisi sghembi glielo comunicavano cantando più o meno così.

16 ottobre 2009

Male informati

Nel suo post di ieri Seth Godin parlava di come un certo tipo di informazione amplifichi i peggiori elementi della reazione emotiva. Ne traduco l'elenco a punti:

1. Ci si concentra sull'urgenza anziché sull'importanza.
2. Sono le emozioni forti e le immagini che le accompagnano a determinare che cosa è importante.
3. Si esalta il rumore invece dell'analisi ponderata.
4. Manca la volontà di cambiare le cose e il proprio modo di pensare.
5. Reazioni xenofobe e scioviniste (paura degli estranei).
6. Difesa dello status quo incoraggiata da un pubblico scelto per essere uniforme.
7. Le cose diventano importanti solo perché altri hanno deciso che lo sono.
8. La comunicazione dall'alto verso il basso induce l'effetto risonanza (essere d'accordo o cambiare canale).
9. Cattiva informazione storica e sull'argomento specifico.
10. Si confonde l'opinione con la verità.
11. Revisionismo affinché i fatti coincidano con un determinato punto di vista.
12. Non si vogliono riconsiderare gli errori passati alla luce della storia e usarli per fare meglio la prossima volta.

15 ottobre 2009

Se venerdì vieni lì...

...sul palco a suonare soul, funky, rhythm & blues, con groove and love, troverai i Blubaluba in questa formazione:

voci: Zu, Elisa Serra
fiati: Ivan Padovani (tromba), Mauro Trabucchi (sax)
tastiere: Stefano D'Ancona
chitarra: Matteo Nardini
basso: Cristiano Reibaldi
batteria: Bruno Saitta

Il concerto si terrà venerdì 16 ottobre 2009
al Mi Cantino, in via Dante Alighieri 6 a Monza.
Inizio previsto tra le 22:30 e le 23:00.
Ingresso libero, tel. per prenotazioni: 039 322970

Vieni, vieni / se ti sfizia
e diffondi / la notizia.


05 ottobre 2009

La pianura che brucia

The Burning Plain lo vidi l'anno scorso in originale, ma stamane un intervento di chiagia me lo ha fatto riaffiorare al sentire.

Molte le corde emotive che risuonano in questo film capace di collegare diverse storie, passato e presente, amore e azioni, sentimenti e memoria. Tremendo a tratti, ma sobrio dove poteva lasciare spazio al facile strazio. I drammi, le vite pulsano nelle vicende intrecciate, o meglio accavallate, ma per lo spettatore è più l'ignoto che piano piano si dipana a far da protagonista, nei tre piani temporali nella narrazione. Le attrici riescono perfino a superare in bravura la loro bellezza. Toccante, intenso, bello. Se ti dicono che è lento, non ascoltarli.

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Riferimenti:
- il film su wikipedia (en) e (it)
- un'analisi di Roberto Bernabò

01 ottobre 2009

Tutto e niente



"Nothing is everything" (Niente è tutto), si legge su un muro colorato proposto da Star Walls.
Noto che a seconda di come si decide di tradurlo (o meglio, interpretarlo), il significato cambia, e con esso la visione del mondo.
Per esempio: "Nessuna cosa è tutto quanto" e "Il niente è tutto" sono opposti tra loro, completamente opposti, tanto che alla fine, forse, coincideranno.

21 settembre 2009

Riconoscimenti

Se bendato ti conducessero sulla sabbia, sapresti di essere in spiaggia grazie all'orecchio lambito dal frangersi delle onde, alla pelle irradiata dalle emanazioni solari, ai piedi semiaffondati nel morbido granulato. Che gioia, il bambino in te non sta già nella pelle, ma l'adulto clicca su "altrove" e vai di teletrasporto. Di nuovo sabbia e sole e brezza marina: dal profumo della macchia mediterranea intuisci la latitudine, dalla ventosità e dalla bellezza del contatto tattile arguisci di essere su un bel litorale isolano. Per qualche particolare potresti addirittura individuare il luogo esatto, come la temperatura della battigia, rinfrescata dalle acque del rio Solanas che filtrano sotto il mare, diluendo la salinità per un tratto di nuotata. Lì sapresti di star bene, ne saresti contento e soddisfatto, ma in alcuni frangenti, imprevedibilmente, ti trovi disposto a un lascia o raddoppia quasi da incosciente e premi di nuovo alla cieca il pulsante del rischio, affidandoti alla buona stella e a quelle che hai salutato mentre cadevano o si facevano sparare allegramente attraversando il cielo blu notte. E vai, e aaaaah, ecco, ecco, eccoci: i piedi ti restituiscono l'infinita carezza a clessidra di un talco quasi impalpabile, eppur terreno. Un godimento a metà tra materia e spirito, una sabbia che ti è ben nota, che riconosci: simile a quella di Chia a cala Campana o a quella di cala Giunco a Villasimius e allora decidi di fermarti lì. Ti fai sbendare e il mare dinanzi a te regala i toni del verde e del blu, gli scogli che si alternano alle calette sono levigati da anni luce di eppure soffia, la vegetazione che attornia l'intera baia predilige ginepro leccio e lentischio e la collina digrada trasformandosi in bianche dune al centro. Meraviglia delle meraviglie, riconosci tutto quanto senza esserci mai stato, capisci che hai fatto bene a farti sbendare e sorridi a quanto sei stato fortunato a capitare, quasi per caso, a Porto Sa Ruxi. Con gioia stupenda ci nuoterai e trasecolando ti dici che vorresti farlo per sempre.




a cura di Giulio Pianese

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